JAMES BROWN TORNA A ROMA. Un’intervista immaginaria.

 

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di Funk Pope

Eh sì, è una consuetudine. Ogni 25 dicembre sera, da sei anni ormai, Roma ospita il grande party tributo a James Brown, scomparso proprio il giorno di Natale. O almeno così tutti credono… Ho avuto la fortuna di incontrarlo in una visione e ho colto l’occasione per osservare da vicino le inconfondibili gocce di sudore sulla sua pelle (proprio in onore a quelle abbiamo chiamato la nostra crew Sweat Drops) e per farci due chiacchiere (in grassetto sue vere citazioni).

Qualcuno afferma con certezza che lei il 25 dicembre del 2006 sia morto…

Io morto? Mi diedero per morto anche quando mia madre mi partorì… Amo l’effetto sorpresa! Quindi, fratello, o tu ora stai parlando con un fantasma… O hai un’immaginazione molto fervida!

Ok, quindi lei è vivo…

Vivo è dir poco. Sto in grande forma. Guarda qui che passetto, tiè! Scherzi a parte… Un giorno dissi che la cosa più difficile nell’essere James Brown è vivere, perchè non c’è tempo. Ora che mi sono sublimato di tempo ne ho a palate. La mia forma terrena è diventata polvere, ma il mio è uno di quei nomi duri a morire. Avete per caso avuto un altro James Brown dopo di me?

Effettivamente no. Michael Jackson era bravo, ma rimane sempre una spanna sotto…

Ho avviato alla professione Michael tanti anni fa. Lo vidi a Gary in Indiana per la prima volta. Provava ad emularmi e faceva il meglio che poteva… Riconosco che raggiungere il mio livello è quasi impossibile.

Scusi la domanda indiscreta… Ma, considerate luci e ombre sul suo vissuto, le hanno dato l’inferno o il paradiso?

Volevano darmi tre anni di purgatorio… Per la prigione già ci sono passato quando mi sentivo come Mosè e non mi piacque molto l’idea di farmi altri anni di punizione. Ma essendo Godfather of Soul ho avuto uno sconto di pena e mi hanno mandato direttamente in paradiso. E vuoi sapere una cosa? Tutto troppo bianco per la black music. Il problema è che appena alzi il volume ti guardano tutti male. San Pietro mi ha chiamato per la sua festa ma non c’era amplificazione e stavano tutti immobili come stoccafissi. Solo un paio di anime ha provato a ballare… ma sembravano dei maledetti hippie sotto acido venuti da Frisco. Poi alle 10 e mezza tutti a nanna. E neanche una cubista.

Dunque ha dovuto abbandonare la sua attività musicale?

Col cazzo. Me ne sono andato. Manco in Nord Dakota a gennaio ti annoi così. Quindi ho fatto fagotto e sono sceso all’Inferno. Lì ogni concerto un sold out. Che delirio. Ballano tutti come degli addannati. Un paio di volte è passato pure il presidente per complimentarsi. Tanta roba, credimi. Torno su nell’alto dei Cieli solo per risolvere questioni bancarie. Un tempo avevo mia moglie che amava cose costose e davo a lei tutto il cash… Fiscalmente parlando il paradiso è perfetto.

E Dio se l’è presa per questa sua scelta stravagante?

Naaaa. Il mio passato mi tutela. Sono sempre stato rispettoso e riconoscente a Dio per tutto quello che ho avuto. Gesù disse “ama gli altri come te stesso”. E io ho amato talmente me stesso da rimanere anche nell’Inferno un buon cristiano.

Il suo spirito aleggia su Roma in questi giorni. La trova cambiata?

Cambiata??? Ragazzo pare proprio che nella vostra città sia passato un uragano! Ma avete il coprifuoco? Mi ricordo anni fa un entusiasmo differente… Sembra che la città stia dormendo. Si vede proprio che non vi scorre il funk nelle vene, quella sana dose di blackitude che ha permesso agli afroamericani di tollerare tanti torti… Come già dissi in un’intervista, l’unica cosa che può risolvere la maggior parte dei nostri problemi è ballare.

Cosa suggerisce per riattivare la nostra città?

Ci sono volte in cui combatti così duramente per sfamare la tua famiglia in un modo, che dimentichi di nutrirla nell’altro modo, con il cibo per lo spirito. Tutti ne hanno bisogno. La musica è cibo per lo spirito. Per lo stesso motivo vi dico di rimettere il muso fuori dalle vostre fottute case, di alzare il vostro culo flaccido da quei di divani fatti per gente vecchia. Ficcatevi a capofitto nel soul, nel ballo inarrestabile. Rimettetevi in gioco… per restare fermi sottoterra dopo ci sarà tutto il tempo!

La sera di Natale tanti musicisti e dj suoneranno al party in suo onore, ispirati dalla sua musica. Avremo anche un vj e radio U-FM a supportarci. “James” è un superformat: Comemammamhafatto, Go Bang, Rialto e Sweat Drops saranno assieme per una festa memorabile. È soddisfatto del lavoro che stiamo facendo?

Quando sono sul palco il mio intento è unico: portare gioia al pubblico. Esattamente come fanno le chiese. La gente non va in chiesa per cercare problemi. Ci va per dimenticarli. Vi ho scelti per il mio tributo a Roma perché riuscite a trasmettere quello stesso spirito. Certo, fra me e voi rimarrà sempre una differenza: sul palco sudo molto più di voi.

Come logo del party abbiamo scelto la sua folta capigliatura. La cosa le dispiace?

E perché mai? Anzi sono sempre stato orgoglioso delle mie acconciature. I capelli sono la prima cosa. E i denti la seconda. Un uomo che ha entrambe le cose ha tutto.

E che gliene pare del Quirinetta? Le piace come location?

Quel posto spacca fratello. Le due sale sono perfette. Non ti dico che è meglio dell’Apollo Theatre, ma quasi. So good!

Che augurio vuole fare al pubblico romano per le feste natalizie?

Più che un augurio è un’esortazione a non farvi mettere i piedi in testa dagli eventi e da chi pensa di comandare. Nella musica soul trovate tutte le risposte. Il 25 sera al Quirinetta say it loud… I’m black I’m proud!

 

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Cosa è SWEAT DROPS?

SWEAT DROPS è la serata 400% soul nata dall’incontro tra Baro (Collederfomento) e Funk Pope (lasituazione), due dei dj della scena funk/ soul/ hip hop più attivi su Roma.

SWEAT DROPS è un party itinerante che trova nel confronto tra le diverse voci soul della Capitale il suo aspetto vincente. Djing e live di qualità trovano la loro sintesi in un flusso travolgente che ha già incendiato il pubblico dell’Angelo Mai e del Circolo degli Artisti. A condire il tutto anche il coinvolgimento dei migliori breakers romani.

Nato il 18 settembre del 2010 con la superserata all’Angelo Mai, il format di SWEAT DROPS si propone l’obiettivo di legare fra di loro le diverse realtà soul romane ed italiane, diventando così un punto di riferimento anche in Europa nella scena funk.

SWEAT DROPS ha collaborato con Funkallisto, Randy Roberts, Adriano Bono & la Minima Orchestra, Dj Woodo, Dj Fester Tarantino, Dj Serio, Battle of the Year, …

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